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Prefazione
Sin dal mio primo viaggio in Turchia,
rimasi affascinata di questo paese, in cui oriente ed occidente si
congiungono.
L'intero tesoro di cultura, l'architettura, gli usi svegliarono il mio
interesse.
Quando visitai il palazzo TOPKAPI ad Istanbul, mi fu chiaro che lì la
storia fece il suo corso; mi chiesi quali donne furono al fianco dei
grandi Sultani, chi saranno state le loro madri?
Quando varcai la soglia dell'Harem varcai la soglia di un regno di donne...
Un pò di
storia, per darvi un'idea...
I turchi, guerrieri nomadi provenienti
dalla regione dell'Altai in cerca di nuovi territori, sotto il comando
di Ertugrul, arrivarono in Anatolia verso la fine del 1200.
Suo figlio Osman, che dette il nome alla stirpe, dichiarò guerra
all'Impero bizantino; gli altri Sultani che successero al trono,
contribuirono all'espansione del territorio.
Nel 1452 il Sultano Maometto ll. detto Fatih il conquistatore, mise fine
all'Impero bizantino conquistando Istanbul (Constantinopoli) e ne fece a
sua volta la nuova capitale dell'Impero ottomano.
I Sultani che seguirono, contribuirono alla grandezza dell'Impero, sia
nella cultura, nei terrirori, nelle riforme ecc....
Il Sultano ebbe l'assoluto potere. Al principio della stirpe, il trono
fu destinato a colui che fosse più in grado di regnare; in seguito al
primogenito, se fosse sopravvissuto ...
La lotta per il trono fu implacabile ed il fraticidio una normalità.
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Palazzo TOPKAPI -
Istanbul
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Valide
Sultana, la madre del Sultano
Valide Sultana (quella che
partorisce),
fu il titolo che venne dato alla madre del Sultano in carica.
Dopo la presa di potere del figlio, con una gran festa, fu accompagnata
alle porte di palazzo dove l'attendeva il Sultano. Questo importante
traslocco, fu seguito il giorno dopo da un documento ufficiale appeso
sul portale principale di palazzo, sede del gran Visir (ministro).
Nel caso in cui il Sultano morisse, fu riportata al "vecchio
palazzo", oggi università, dove dovette convivere con concubine
cadute in disgrazia, altre madri di Sultani deceduti ecc...
Nel caso la madre venisse a mancare, si diede il titolo di Valide alla
balia.
La madre del Sultano fu a volte così ricca che potè far costruire
moschee, oppure reclutare truppe private.
Fu regnante in assoluto sull'Harem, ebbe al suo servizio eunuchi,
ministri che si occuparono all'infuori dell'Harem dei suoi affari
privati ecc...
L'onore che le dovevano, fu accompagnato dalla più severa etichetta;
addirittura le favorite del Sultano poterono presentarsi al suo cospetto
solo dopo aver chiesto un'udienza.
Fu talmente abituata a questo cerimoniale, che la Valide Peresto Hanim,
si offese quando l'imperatrice tedesca non le baciò la mano....
Fu molto temuta, per via dell'influenza che ebbe sul figlio, in
particolar modo in cui il Sultano fosse minorenne; in quei casi fu lei
che guidò le sorti dell'Impero.
L'onore che le fu dato è chiaro nel proverbio islamico:
- Il paradiso si trova sotto i piedi della madre.
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La Sultane lisant
Jean-Etienne Liotard
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Khurrem o
Hurrem (allegra)
Fu la favorita del Sultano Soleimano
Kanuni ,"il magnifico".
Schiava, di nazionalità russa, per gli storici è conosciuta col nome
di Roxelana.
Il cronista di quei tempi Pietro Bragadino scrive:
- ....altra donna di nation rossa, giovine non bella ma grasiada -.
Fu la madre di tre figli: il Sultano Selim II., il principe Murad e
Maometto e di una figlia Mihrimah Sultana.
Grazie alla sua prontezza di spirito, alla sua furbizia ed alla sua
intelligenza, fu la consigliera del Sultano fino alla sua morte.
Il Sultano fece costruire per lei un mausoleo nel giardino della moschea
che porta il suo nome. Ad Istanbul, molte opere di beneficienza furono
finanziate da lei.
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Roxelane |
Kösem Valide, chiamata anche Mah-Peiker
Kösem (Kösem - coraggiosa)
La moglie del Sultano Ahmed I. fu greca
di nascita.
Questa intelligente principessa, per trent'anni influì sulla politica
dell'Impero; prima durante il periodo in cui fu la moglie del Sultano
poi quando salirono sul trono il figlio Murad IV. ed Ibrahim.
Kösem Valide, è ancora oggi famosa, grazie alle molte opere di
beneficienza che portano il suo nome.
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Le bain Turc
Rudolf Ernst
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L'Harem
ottomano
I Sultani vissero in concubinato. Siccome
l'Islam proibisce la schiavitù di un mussulmano, i mercanti di schiavi
ne procurarono provenienti da Asia, Africa ed Europa.
Le giovani vennero dapprima mostrate alla Valide ed all'eunuco capo e
sottoposte ad un severo "controllo". Dopo aver dato loro un
nuovo nome, le Odalische ( oda= turco camera), dovettero convertirsi
alla religione islamica ed assolvere uno studio sulla nuova cultura.
Le più belle ed intelligenti tra loro furono destinate all'Harem, altre
per servire le sorelle, le figlie del Sultano, la capa tesoriera ecc...
Malgrado l'essere rinchiuse, per molte di loro fu la salvezza dalla
povertà e dalla fame; poterono uscire col viso coperto ed in compagnia
di eunuchi per bagni (Hamam), passeggiate, compere ecc...
Se la favorita del Sultano partoriva, saliva nel rango di Kadin, oppure
Kaseki Sultana. Se nasceva un figlio maschio, ebbe la possibilità di
divenire a sua volta Valide; gli intrighi alla corte dell'Harem furono
spietati.
In tempi passati il Sultano sceglieva per
moglie donne dell'Asia minore oppure principesse bizantine. Con l'andar
del tempo schiave.
Lo storico Hammer ha ragione quando scrive che -...il Sultano è
praticamente figlio di schiava -.
Il Sultano liberò la favorita dalla schiavitù prima di sposarla.
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Odalisca
Francisco Masriera y Manovens
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Musica e
cultura
Alle abitanti dell'Harem fu insegnata la
danza, la recita, suonare strumenti musicali, il canto e tante melodie
che più tardi divennero famose, furono composte da queste donne.
Musica e danza furono un'importante passatempo, così come i diversi
gruppi di danzatori e musicisti che frequentarono l'Harem; inoltre
furono una preziosa fonte di novità del mondo "fuori".
Durante il "Làle Devri", il periodo del tulipano, il Sultano
Selim III., invitò a palazzo famosi pittori italiani e maestri di
musica francesi per insegnare alle sue abitanti le danze di corte
europee e la pittura.
Mediante la provenienza culturale delle sue abitanti, la danza si
arricchì di nuovi aspetti e diverse forme nuove. Siccome le donne
danzarono nella maggior parte delle volte tra di loro, la danza diventò
un'arte di donne per donne.
Molte di loro discesero da case reali, eredi di potenti famiglie e
furono portatrici della loro cultura ad alto livello; l'insieme di donne
nobili, donne provenienti da diversi ceti, da varie culture e diverse
nazioni, fece sì che l'Harem fu una cellula multiculturale.
Con la fine dell'impero ottomano nel 1909
l'Harem fu sciolto.
Le donne uscirono dalla loro "gabbia dorata", qualcuna potè
ritornare dalla sua famiglia, altre adoperarono le arti imparate
nell'Harem per guadagnarsi la vita.
http://www.mysunrise.ch/users/esmeray/harem.htm
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