Istanbul Kırmızısı – Rosso Istanbul

Istanbul Kırmızısı – Rosso Istanbul

Uzun yıllar yurt dışında yaşayan yazar-editör Orhan Şahin, ünlü yönetmen Deniz Soysal’ın ilk kitabı üzerinde çalışmak için İstanbul’a gelir. Deniz, zenginliğinin son demlerindeki ailesiyle birlikte bir yalıda yaşamaktadır. Orhan, daha ilk günden Deniz’in karmaşık ilişkileri, esrarengiz arkadaşları ve aile bireylerinin ortasında bulur kendini. Yıllar sonra döndüğü İstanbul’u yepyeni gözlerle keşfederken, unuttuğu duyguları yeniden yaşamaya başlayacaktır. Yönetmen: Ferzan Özpetek Oyuncular: Halit Ergenç, Tuba Büyüküstün, Nejat İşler, Mehmet Günsür, Çiğdem Selışık Onat,

Serra Yılmaz, Zerrin Tekindor, Ayten Gökçer, Reha Özcan, İpek Bilgin, Cemre Ebuzziya,

Selim Bayraktar, Tuğrul Çetiner, Şerif Sezer, Nergis Öztürk.


A ISTANBUL Provate l’esperienza di un ‘Hamam’. O perdetevi nella magia del ‘Topkapi’. E alla sera, scoprite locali, bar e discoteche esplicitamente gay nella parte più moderna della città. Ma fate attenzione a non fare le fine di Brad Davis in “Fuga di mezzanotte”…
Poche città nel mondo hanno un profilo tanto inconfondibile come Istanbul: i minareti che si specchiano sul Bosforo, il Corno D’Oro, punto d’incontro tra due continenti, le enormi cupole delle moschee fanno da sfondo ideale per il film in cui ogni visitatore è protagonista. L’antica Costantinopoli unisce il fascino esotico dell’Asia con il desiderio di integrazione europea e modernità che fa della Turchia il paese islamico piú laico, e dunque piú tollerante in materia sessuale. Non esistono norme che puniscano l’omosessualità, anche se le leggi in difesa della morale pubblica sono servite in passato a vietare le manifestazioni pubbliche di orgoglio omosex, e si rimane felicemente sorpresi di trovare, locali, bar e discoteche esplicitamente gay. Istanbul, peró, riserva molte altre sorprese. Una di queste è la visita mozzafiato alla Moscha Blu, le cui 21.000 mattonelle azzurre fanno da cielo senza stelle, e a Santa Sofia, che dopo essere stata la maggiore chiesa del Cristianesimo, si trasformó in Moschea e poi in museo. Forti sensazioni si provano anche visitando la moschea di Solimano e quella di Eyup (tra le piú belle di tutto il mondo islamico), salendo al Caffé di Pierre Loti che dalla collina domina lo stretto o navigando su un battello per ammirare i sontuosi palazzi sulle due rive degni del Canal Grande di Venezia, ma se si vuole provare tre esperienze assolutamente indimenticabili , ecco cosa fare! Primo: immedesimarsi in Melina Mercuri (o in Omar Sharif) mentre visita la reggia dei sultani ottomani. Il palazzo Topkapi è una vera fortezza, con piazze, fontane, saloni, l’harem e soprattutto la collezione di tesori tra cui spicca il pugnale con i tre smeraldi piú grandi del mondo, vero protagonista del film “Topkapi”. La vista del tramonto sul Bosforo dalla terrazza principale lascia il segno. Secondo: andare al Gran Bazaar e comprare un kilim, un tappeto persiano. In questo labirinto di oltre 4.000 negozi cosí fitto da aver fatto nascere la leggenda di donne scomparse e vendute alla tratta delle bianche, l’acquisto di qualsiasi cosa è il risultato di un vero e proprio rituale. Un segreto per spiazzare il venditore c’è: sedetevi a prendere il te, mentre gli inservienti vi mostrano la merce, e quando avete visto un tappeto (o una ceramica, una statuina etc) che vi piace, iniziate a contrattare strenuamente su qualcosa di simile. Senza aver trovato l’accordo, proprio mentre state uscendo dal negozio, offrite molto meno per il tappeto che volete veramente… spesso funziona. Terzo: visitare un “hamam”. Ve ne sono alcuni, come il Çesme o il Çukurcuma che sono piú “gay friendly” di altri ma ogni bagno turco, vera e propria istituzione nazionale, è la prova della latente omofilia di questo Paese. Dopo la sauna, stesi su un’enorme lastra di marmo mani piú che esperte vi faranno prendere coscienza di parti del vostro corpo che neppure immaginavate. Dopo, seduti accanto a un lavabo in pietra, appoggiati alla parete, sarete tramortiti da sferzate di acqua gelida. Infine, il meritato riposo nella vostra cabina personale. Il sesso, se si agisce con discrezione, è piú che possibile anche se i tipi come Mehmet Gunsur, il ragazzo di cui si innamora Alessandro Gasmann nel film “Hamam”, sono molto rari. Se, invece, vi piacciono gli uomini robusti e con un bel paio di baffi, Istanbul è il vostro paradiso. I piú giovani, peró sempre con baffi, frequentano i locali gay che si trovano a Taksim, la parte più moderna della città. I piú frequentati sono il Bar Bahçe, The Adi Bar e l’Han Café in prima serata e il Club 14 e il Prive per gli amanti della discoteca. Per chi ama il cruising all’aperto, invece dei vari parchi della città tutti frequentati ma non del tutto sicuri, è consigliabile un giro intorno alla Moschea Blu, durante e dopo lo spettacolo di suoni e luci che si svolge ogni sera. La tolleranza, piú o meno effettiva, nei confronti dei gay è invece nulla per i consumatori di qualsiasi droga. E se invece impersonare Melina Mercuri o Alessandro Gasmann, non si vuole fare la fine di Brad Davis, prigioniero delle carceri turche in “Midnight Express”, meglio evitare.  www.ferzanozpetek.com

Provate l’esperienza di un ‘Hamam’. O perdetevi nella magia del ‘Topkapi’. E alla sera, scoprite locali, bar e discoteche esplicitamente gay nella parte più moderna della città. Ma fate attenzione a non fare le fine di Brad Davis in “Fuga di mezzanotte”…
Poche città nel mondo hanno un profilo tanto inconfondibile come Istanbul: i minareti che si specchiano sul Bosforo, il Corno D’Oro, punto d’incontro tra due continenti, le enormi cupole delle moschee fanno da sfondo ideale per il film in cui ogni visitatore è protagonista. L’antica Costantinopoli unisce il fascino esotico dell’Asia con il desiderio di integrazione europea e modernità che fa della Turchia il paese islamico piú laico, e dunque piú tollerante in materia sessuale. Non esistono norme che puniscano l’omosessualità, anche se le leggi in difesa della morale pubblica sono servite in passato a vietare le manifestazioni pubbliche di orgoglio omosex, e si rimane felicemente sorpresi di trovare, locali, bar e discoteche esplicitamente gay. Istanbul, peró, riserva molte altre sorprese. Una di queste è la visita mozzafiato alla Moscha Blu, le cui 21.000 mattonelle azzurre fanno da cielo senza stelle, e a Santa Sofia, che dopo essere stata la maggiore chiesa del Cristianesimo, si trasformó in Moschea e poi in museo. Forti sensazioni si provano anche visitando la moschea di Solimano e quella di Eyup (tra le piú belle di tutto il mondo islamico), salendo al Caffé di Pierre Loti che dalla collina domina lo stretto o navigando su un battello per ammirare i sontuosi palazzi sulle due rive degni del Canal Grande di Venezia, ma se si vuole provare tre esperienze assolutamente indimenticabili , ecco cosa fare! Primo: immedesimarsi in Melina Mercuri (o in Omar Sharif) mentre visita la reggia dei sultani ottomani. Il palazzo Topkapi è una vera fortezza, con piazze, fontane, saloni, l’harem e soprattutto la collezione di tesori tra cui spicca il pugnale con i tre smeraldi piú grandi del mondo, vero protagonista del film “Topkapi”. La vista del tramonto sul Bosforo dalla terrazza principale lascia il segno. Secondo: andare al Gran Bazaar e comprare un kilim, un tappeto persiano. In questo labirinto di oltre 4.000 negozi cosí fitto da aver fatto nascere la leggenda di donne scomparse e vendute alla tratta delle bianche, l’acquisto di qualsiasi cosa è il risultato di un vero e proprio rituale. Un segreto per spiazzare il venditore c’è: sedetevi a prendere il te, mentre gli inservienti vi mostrano la merce, e quando avete visto un tappeto (o una ceramica, una statuina etc) che vi piace, iniziate a contrattare strenuamente su qualcosa di simile. Senza aver trovato l’accordo, proprio mentre state uscendo dal negozio, offrite molto meno per il tappeto che volete veramente… spesso funziona. Terzo: visitare un “hamam”. Ve ne sono alcuni, come il Çesme o il Çukurcuma che sono piú “gay friendly” di altri ma ogni bagno turco, vera e propria istituzione nazionale, è la prova della latente omofilia di questo Paese. Dopo la sauna, stesi su un’enorme lastra di marmo mani piú che esperte vi faranno prendere coscienza di parti del vostro corpo che neppure immaginavate. Dopo, seduti accanto a un lavabo in pietra, appoggiati alla parete, sarete tramortiti da sferzate di acqua gelida. Infine, il meritato riposo nella vostra cabina personale. Il sesso, se si agisce con discrezione, è piú che possibile anche se i tipi come Mehmet Gunsur, il ragazzo di cui si innamora Alessandro Gasmann nel film “Hamam”, sono molto rari. Se, invece, vi piacciono gli uomini robusti e con un bel paio di baffi, Istanbul è il vostro paradiso. I piú giovani, peró sempre con baffi, frequentano i locali gay che si trovano a Taksim, la parte più moderna della città. I piú frequentati sono il Bar Bahçe, The Adi Bar e l’Han Café in prima serata e il Club 14 e il Prive per gli amanti della discoteca. Per chi ama il cruising all’aperto, invece dei vari parchi della città tutti frequentati ma non del tutto sicuri, è consigliabile un giro intorno alla Moschea Blu, durante e dopo lo spettacolo di suoni e luci che si svolge ogni sera. La tolleranza, piú o meno effettiva, nei confronti dei gay è invece nulla per i consumatori di qualsiasi droga. E se invece impersonare Melina Mercuri o Alessandro Gasmann, non si vuole fare la fine di Brad Davis, prigioniero delle carceri turche in “Midnight Express”, meglio evitare.  www.ferzanozpetek.com

MAMMA CHE TURCO

Intervista a Mehmet Gunsur, in tournée teatrale con ‘Bent’.
di Ivano Barocci Mar 30-GEN-2001
BOLOGNA – Mehmet Gunsur: ve lo ricordate? E’ il co-protagonista insieme ad Alessandro Gassman de “Il bagno turco”, film rimasto impresso nella nostra memoria per qualità artistiche e non solo. Mehmet Gunsur (Mehmet anche nel film) sembrava fosse rimasto imprigionato nei vapori di quell’hamam: sparito dalla circolazione? Assolutamente no, anzi preparatevi ad un’abbuffata del bel turco, impegnatissimo tra teatro, tv e cinema. Ce lo racconta lui stesso, a pochi giorni dal nuovo debutto dell’opera teatrale “Bent” di Martin Sherman a Bologna e Genova per la rassegna teatrale a tematica gay La manica tagliata e in cui lui è uno dei due protagonisti. Mehmet, dopo “Il bagno turco”? Dall’inizio del 2000 mi sono trasferito a Roma e ho iniziato a lavorare tantissimo, dopo aver firmato per l’agenzia Portfolio. Ho partecipato a tre episodi della Bibbia prodotta da Mediaset che andrà in onda verso Pasqua. In un paio di episodi sono il San Giovanni Evangelista e in un altro faccio il figliuol prodigo. Poi appaio in una serie televisiva intitolata “Cerco lavoro” ma non so su che rete andrà in onda. Sono anche protagonista di un film drammatico intitolato “L’italiano” del regista Ennio de Dominicis, al suo secondo film, e in cui faccio la parte di un italo-albanese. Uscirà sugli schermi tra qualche mese. E poi ho fatto anche degli spot pubblicitari. Indaffaratissimo allora… e questo impegno a teatro? Il personaggio che faccio mi piace moltissimo (l’opera è ambientata in un campo di lavori forzati durante il nazismo, ndr) con un carattere molto determinato e la sua storia nasce da fatti veri: questo mi ha convinto più di tutto a farlo. Parli benissimo l’italiano: è grazie al tuo lavoro di attore in Italia? Nella mia città, Istanbul, ho frequentato per anni un liceo italiano… A proposito, “Il bagno turco” passa spesso in tv turche. Ti ha reso famoso anche nel tuo paese? Ha creato problemi? Il film ha aiutato a spezzare qualche tabù del mio paese, accettandolo sapevo che andavo incontro a qualche problema, che in effetti c’è stato, ma ora tutto è passato. Sai che Alessandro Gassman ha posato nudo per un calendario? Tu lo faresti? A me piacciono tutte le espressioni d’arte. Se poserei nudo? Non lo so, forse. Ma dovrei sapere bene per chi e come…

Provate l’esperienza di un ‘Hamam’. O perdetevi nella magia del ‘Topkapi’. E alla sera, scoprite locali, bar e discoteche esplicitamente gay nella parte più moderna della città. Ma fate attenzione a non fare le fine di Brad Davis in “Fuga di mezzanotte”…
Poche città nel mondo hanno un profilo tanto inconfondibile come Istanbul: i minareti che si specchiano sul Bosforo, il Corno D’Oro, punto d’incontro tra due continenti, le enormi cupole delle moschee fanno da sfondo ideale per il film in cui ogni visitatore è protagonista. L’antica Costantinopoli unisce il fascino esotico dell’Asia con il desiderio di integrazione europea e modernità che fa della Turchia il paese islamico piú laico, e dunque piú tollerante in materia sessuale. Non esistono norme che puniscano l’omosessualità, anche se le leggi in difesa della morale pubblica sono servite in passato a vietare le manifestazioni pubbliche di orgoglio omosex, e si rimane felicemente sorpresi di trovare, locali, bar e discoteche esplicitamente gay. Istanbul, peró, riserva molte altre sorprese. Una di queste è la visita mozzafiato alla Moscha Blu, le cui 21.000 mattonelle azzurre fanno da cielo senza stelle, e a Santa Sofia, che dopo essere stata la maggiore chiesa del Cristianesimo, si trasformó in Moschea e poi in museo. Forti sensazioni si provano anche visitando la moschea di Solimano e quella di Eyup (tra le piú belle di tutto il mondo islamico), salendo al Caffé di Pierre Loti che dalla collina domina lo stretto o navigando su un battello per ammirare i sontuosi palazzi sulle due rive degni del Canal Grande di Venezia, ma se si vuole provare tre esperienze assolutamente indimenticabili , ecco cosa fare! Primo: immedesimarsi in Melina Mercuri (o in Omar Sharif) mentre visita la reggia dei sultani ottomani. Il palazzo Topkapi è una vera fortezza, con piazze, fontane, saloni, l’harem e soprattutto la collezione di tesori tra cui spicca il pugnale con i tre smeraldi piú grandi del mondo, vero protagonista del film “Topkapi”. La vista del tramonto sul Bosforo dalla terrazza principale lascia il segno. Secondo: andare al Gran Bazaar e comprare un kilim, un tappeto persiano. In questo labirinto di oltre 4.000 negozi cosí fitto da aver fatto nascere la leggenda di donne scomparse e vendute alla tratta delle bianche, l’acquisto di qualsiasi cosa è il risultato di un vero e proprio rituale. Un segreto per spiazzare il venditore c’è: sedetevi a prendere il te, mentre gli inservienti vi mostrano la merce, e quando avete visto un tappeto (o una ceramica, una statuina etc) che vi piace, iniziate a contrattare strenuamente su qualcosa di simile. Senza aver trovato l’accordo, proprio mentre state uscendo dal negozio, offrite molto meno per il tappeto che volete veramente… spesso funziona. Terzo: visitare un “hamam”. Ve ne sono alcuni, come il Çesme o il Çukurcuma che sono piú “gay friendly” di altri ma ogni bagno turco, vera e propria istituzione nazionale, è la prova della latente omofilia di questo Paese. Dopo la sauna, stesi su un’enorme lastra di marmo mani piú che esperte vi faranno prendere coscienza di parti del vostro corpo che neppure immaginavate. Dopo, seduti accanto a un lavabo in pietra, appoggiati alla parete, sarete tramortiti da sferzate di acqua gelida. Infine, il meritato riposo nella vostra cabina personale. Il sesso, se si agisce con discrezione, è piú che possibile anche se i tipi come Mehmet Gunsur, il ragazzo di cui si innamora Alessandro Gasmann nel film “Hamam”, sono molto rari. Se, invece, vi piacciono gli uomini robusti e con un bel paio di baffi, Istanbul è il vostro paradiso. I piú giovani, peró sempre con baffi, frequentano i locali gay che si trovano a Taksim, la parte più moderna della città. I piú frequentati sono il Bar Bahçe, The Adi Bar e l’Han Café in prima serata e il Club 14 e il Prive per gli amanti della discoteca. Per chi ama il cruising all’aperto, invece dei vari parchi della città tutti frequentati ma non del tutto sicuri, è consigliabile un giro intorno alla Moschea Blu, durante e dopo lo spettacolo di suoni e luci che si svolge ogni sera. La tolleranza, piú o meno effettiva, nei confronti dei gay è invece nulla per i consumatori di qualsiasi droga. E se invece impersonare Melina Mercuri o Alessandro Gasmann, non si vuole fare la fine di Brad Davis, prigioniero delle carceri turche in “Midnight Express”, meglio evitare.  www.ferzanozpetek.com

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